
Dammi la pinnetta, capoccetta...ciaaoo bbeelloooo!
Non vedevo l’ora che arrivasse sabato. Gli ultimi dieci sono stati giorni “pesanti”. La morte della madre di una cara amica e la morte del padre di un fraterno compagno di vita mi hanno strapazzato abbastanza. Volevo stare in compagnia di coloro che mi rigenerano, mi rianimano, mi fanno ritornare il sorriso: i miei nipotini. Il sabato fanno mezza giornata a scuola, avrei avuto più tempo per stare con loro.
A mezzogiorno spengo il telefono….non ci sono più per nessuno. Subito dopo pranzo passo da mia sorella per “sequestrare” i gemellidiversi. Avevo già in mente qualche idea…niente di concreto perché poi sarebbe dipeso tutto da loro..l’esito della giornata. Entro, li scruto di nascosto dietro la porta della loro stanzetta..niente litigi…niente nevrosi…nessun tentativo di fratricidio o lesioni aggravate…si prospettava un pomeriggio tranquillo…almeno così sembrava…
Appena mi vedono, mi corrono incontro chiamandomi a loro modo, nel loro bambinese, Zo Acoooo e mi abbracciano forte, ma proprio forte e penso…se si potesse fermare per un attimo il tempo…
Dopo qualche attimo mi riprendo e con l’aiuto della mamma li preparo, “annessi” e “connessi” inclusi. Arrivati a casa, li faccio sedere sul divano, mi metto di fronte a loro e gli elenco un pò di cose che potremmo fare insieme. Decidono per un cartone. C’è l’imbarazzo della scelta: Up, Madagascar (mi piace se ti muovi, mi piace quel che muovi e allora muovi!), Alla ricerca di Nemo, i vari Shrek, Le varie ere glaciali fino ad arrivare ai classici come Pinocchio, Binacaneve, ecc.
La scelta è difficile, troppe opzioni. Spero, con le dita incrociate, che non scelgano Pinocchio o Shrek, me li hanno fatti vedere centinaia di volte…li abbiamo quasi imparati a memoria…ci si addormentano pure con questi due cartoni in sottofondo.
Dopo alcuni minuti di esitazione da parte loro e trepidazione da parte mia…finalmente scelgono….Alla ricerca di Nemo…evvaiii…che si cambia un po’…
Ora possiamo prepararci alla visione…preparazione che va curata nei minimi particolari, perché una volta sprofondati sul divano, non ci si deve alzare più, per nessuna ragione al mondo.
Quindi andiamo in cucina, apriamo il frigo per scegliere da bere…i nostri sguardi convergono sulla coca cola (una delle tanti cose, purtroppo in questo caso, che hanno in comune con lo zio)…è andata…non potrebbero è vero…ma….insomma..una volta tanto…e poi gliela diluisco con l’acqua!
Caricate le bottigliette, si passa alla pappa…ravaniamo in dispensa come cani da tartufo…alla fine Ia (Ivan) sceglie i marshmallows, Rico (Federico) si impossessa della busta dei tarallini, io, invece, scelgo il pan carrè con la nutella…quattro fette per ora vanno bene…non esageriamo…poi approfitterò di qualche tarallino di Rico.
Dunque bere ok, pappa ok…ah i telecomandi (tv, dvd, satellite…una casino)..pare ci si possa sedere senza timore di doversi rialzare ed interrompere la magia della “proiezione”…
Una volta inserito il cd, mi siedo tra Ia e Rico che già avevano in iniziato a sgranocchiare. Inizia il film e subito silenzio, vengono rapiti dai fondali dell’oceano, dagli scenari coloratissimi.
Avevo quasi dimenticato quanto fosse bello…..la fantasia dei disegnatori che hanno differenziato così bene i personaggi, le umanizzazioni del mondo della natura (il cavalluccio marino allergico all’acqua di mare e il moscardino che si fa l’inchiostro addosso, un branco di squali in terapia di gruppo per non mangiare più gli altri pesci, l’astio nei confronti dei delfini perché vanitosi, la stupidità dei gabbiani che cercano cibo e dicono solo “Mio! Mio!”), la cura e il realismo con cui viene rappresentato l’apparentemente semplice ondeggiare negli abissi di una anemone, la scrupolosità della riproduzione dei movimenti dei pesci, il loro ondeggiare dovuto alla presenza di correnti e allo spostamento delle masse d’acqua, il gioco di riflessi e luci che rendono il tutto così reale…
Una sorta di road movie sentimentale che tratta temi di grande impatto, il rapporto genitore - figlio, l’importanza dei legami familiari, l’insostituibile sostegno dell’amicizia, l’unione che continua a fare la forza, la diversità ed i problemi che può implicare, la drammaticità della vita nella scomparsa delle persone amate, la ricerca anzitutto dentro se stessi, il viaggio che diventa itinerario di crescita e cambiamento. Nonostante tutto, secondo me, la morale non è certo la “solita” morale buonista di disneyniana memoria (compresa la Pixar). Intravedrei una morale per gli adulti, i bambini quasi vengono spinti a disubbidire ai genitori come il piccolo Nemo. I figli non devono imparare tutto dai genitori, diciamo solo le basi, dopodichè vanno lasciati liberi di vivere. Anche questa può sembrare una cosa non originalissima, però, secondo me, gli adulti si sentono più coinvolti, mentre per la prima volta i bambini non si sono sentiti bacchettati.
I gemellidiversi, rapiti, arrivano fino alla fine del film, cosa che non capita tanto spesso.
Dalla ricostruzione che cercano di fare dopo la fine del film, capisco che gli è piaciuto. I personaggi che sono rimasti impressi sono stati in ordine il pesse paliacio, lo calo denti gandi gandi, la tattauga e la balela (Pinocchio?).
Abbiamo ancora tempo, ma iniziano a diventare irrequieti (ci mancherebbe quasi due ore seduti), non vogliono più vedere tv. Ok ci penso io. Portatile, youtube ed il gioco è fatto….happy hippo a palla con annesso balletto…da ricovero…confusione delle parti…non si capiva più chi avesse due anni e mezzo…ma è stato bellissimo…e poi giù con la tartaruga di Lauzi, Madama Dorè, Enzo Avitabile ed i bottari (ne vanno pazzi, hanno un grande senso del ritmo), l’immancabile Pinocchio e tutto quello che ci passava per la mente, compreso il criceto che gli ho fatto conoscere, Pallocchio, il criceto del film “I racconti incantati”…appena vedono gli occhioni, scoppiano a ridere. Ad un certo punto, sentiamo bussare. E chi cacchio è….nooo, la mamma, cioè mia sorella. Con nonchalance dice di essersi trovata in zona per faccende varie e si era allungata a vedere cosa stessimo combinando. Evvai con il naso di Pinocchio. Era chiarissimo che, non avendo notizie dopo più di tre ore, era preoccupata ed era venuta a vedere cosa stesse succedendo allo zio ed ai figli.. Ci ha trovati sudatissimi, sconvoltissimi ed arrabbiatissimi per la sua sorpresa.
Purtroppo dobbiamo salutarci…evvabbè bimbi, un po’ di pazienza…ci rifaremo.
Ci ricomponiamo e ci salutiamo con il nostro nuovo saluto “Dammi la pinnetta, capoccetta…ciaoo bbelloooo!!” Rico quando rifà il verso a Scorza, la tartaruga fricchettona, con quel movimento di spalle e di testa e poi sul bbellooo con i pollici all’insù è spassosissimo.
Una fantastica mezza giornata, grazie bimbi. Che cosa straordinaria è avere un figlio…
Ia Rico




