
Conformismo...
La normalità, essere normali….
Quanti di noi si sono sentiti definire, da bambini, da adolescenti, normali solo se si era come gli altri?
Anzi, molte volte i genitori insegnano ad essere come gli altri, facendoci rinunciare ad essere noi stessi. Ci vogliono come gli altri, come un qualche archetipo, esempio, modello che hanno in testa o che vedono in giro.
Così, dopo pochi mesi dalla nostra venuta su questa Terra, veniamo battezzati perché lo vuole la comunità, la tradizione….con il passare del tempo, alle elementari, alle medie, impariamo che conformarci pagava molto di più dal punto di vista del riconoscimento altrui e dell’adattamento in un contesto sociale, di gruppo rispetto ad essere se stessi, per non dire alternativi.
Il conformismo piace molto alla politica, al potere. Così hanno più giogo a governarci.
I tempi cambiano ed anche il conformismo è cambiato. Non ha più bisogno della violenza, delle minacce, del terrore dei regimi degli anni passati. Oggi dispone, regola, plasma, manipola la tecnica ed il mercato. Trasgredire alle loro regole può voler significare essere emarginati dal punto di vista economico e/o sociale.
Non c’è più bisogno della violenza. Mi domando….gli obiettivi della tecnica, dell’economia sono uguali ai nostri, coincidono? Penso di no. Ma dopo che da decenni il mondo dei media che vive di pubblicità e quindi di prodotti da consumare, ci ha convinti che non si dà altra economia che non sia quella della produzione e del consumo, dove al limite bisogna produrre non solo i beni ma anche i bisogni … che spazio resta a chi non vuole “conformarsi”? Anche su questo argomento mi arrabbio con i miei coetanei e soprattutto con chi è più giovane di me. Sarò considerato coglione, ma penso ancora che se noi”meno giovani”(considerarmi, come fanno gli altri “giovane”a 37 anni e mezzo mi imbarazza…se io sono giovane come definisco un trentenne, un venticinquenne?) e soprattutto i giovani, invece di adattarci, prendiamo in mano il nostro futuro, che nessuno in ogni caso ci regala, forse qualcosa può cambiare. Ancora. Nessuno può farlo da solo: dobbiamo, con perseveranza, pazienza, farlo insieme, non per aver ragione o per “vincere” ma per resistere. Almeno proviamoci! Il risultato non ce lo garantisce nessuno…ma proviamoci con tutte le nostre risorse. Scolliamoci dalla tv, stacchiamoci dal pc, alziamoci dai divani,smettiamo di guardare il nostro ombelico!



