
Censura commento Denaro
Visto che la redazione de "Il denaro" mi ha censurato un innocuo commento ad un articolo relativo a Sviluppo Italia Campania, lo pubblico nel mio spazio virtuale.
Egregi lettori buon giorno,
vorrei lasciare anche io un pò di pensieri sparsi.
In primis mi presento. Non intendo nascondermi dietro chissà quali identità o chiedere a mio padre una difesa d'ufficio. Patetico.
Sono Agostino Morgillo (per chi mi volesse contattare info@agostinomorgillo.it) ed ho lavorato per l'azienda di cui trattiamo dall'aprile del 2006 a giugno del 2008 come "somminitrato", poi c'è stata un'altra breve parentesi (11/05/2009-18/06/2009) come lavoratore a tempo determinato. Giusto per chiariee che parlo con cognizione di causa.
Iniziamo dalle "invettive" nei confronti della giornalista. Cosa pretendente dalla suddetta? Mica stiamo scrivendo su un gionale d'opposizione politica, sociale, sindacale. Per una serie di ragioni (proprietà, fondi pubblici) è chiaro il blocco politico-istituzionale cui fa riferimento il quotidiano. Quindi di cosa stiamo parlando? E' la stampa, bellezza.
(CONTRIBUTI PER IMPRESE EDITRICI DI QUOTIDIANI O PERIODICI ORGANI DI
MOVIMENTI POLITICI, TRASFORMATESI IN COOPERATIVA ENTRO E NON
OLTRE IL 1° DICEMBRE 2001
http://www.governo.it/DIE/dossier/contributi_editoria_2008/art153.pdf).
Il sig. Guglielmo afferma "Non so se in Italia oggi è ancora possibile assistere a queste cose che non hanno alcun tipo di giustificazione morale e penso legale"...
Bah...mi viene il dubbio che il sig. Gugliemo non abiti in Campania, in Italia.
Succede molto di peggio, sig. Guglielmo, si fidi. Le risparmio l'elenco. Molto più semplicemente, può darsi, come accade spesso, che finchè i problemi non riguardino direttamente noi, rappresentano solo arogmenti degni di qualche commento al bar o in piazza. Se, invece, viene intaccato o minacciato il nostro status quo, il nostro portafoglio, i nostri interessi terreni, apriti cielo. Scopriamo un numero di incendiari, rivoluzionari, moralizzatori, giustizialisti e giustizieri davvero impressionante. Mi piacerebbe sapere lorsignori durante la restante parte dell'anno dove siano o cosa facciano.
Il sig. Domenico scrive "stanno giocando con la vita di oltre sessanta under 40 ( alcuni con prole)"...ecco la solita rappresentazione strappalacrime degno della migliore tradizione melodrammatica partenopea. Non condivo questi toni apocalittici e non ci sto a farmi rappresentare in questo modo. Se ragazzi dell'età media di 33-34 anni con una laurea, e qualcuno pure con master, non hanno o non riescono a costrursi altrnative lavorative, allora tutti coloro che posseggono un diploma di scuola media superiore o inferiore ed hanno molti anni in più che dovrebbero fare una volta perso il lavoro, suicidarsi direttamente? Se poi si vuole a tutti costi " 'o post" ben retribuito, dove si lavora il minimo sindacale, semmai pure vicino casa....allora ditelo. Questo vittimismo non mi piace e contribuisce ad alimentare i pregiudizi che molti hanno nei nostri confronti. Chi ha bisogno di lavorare, nelle more di occasioni migliori, un lavoro lo trova. Ma conditio sine qua no è lo stato di bisogno, altrimenti, anche grazie a mammà e papà, non ci si alza col culo dalla sedia.
Maria Rosaria scive "se non l’indifferenza agghiacciante delle Istituzioni, della Politica, dei Sindacati ". Altro che indifferenza (nel senso di disinteresse, noncuranza)! La delibera di giunta è il risultato di un lucida strategia concordata tra i vari attori in gioco, di un percorso che viene da lontano. Mi hanno scritto che l'ass. Nappi ci avrebbe definito "un patologia del sistema precedente di cui lui non era a conoscenza". ognuno ha il suo stile. Vorrei solo ricordare all'assessore, nonchè docente universitario proprio di diritto del lavoro, che ci ha incontrati, sempre per lo stesso motivo, al centro direzionale quando era consulente della presidente Lonardo Mastella, quindi di una giunta di centrosinistra. Allora non eravamo degli indegni, degli appestati, dei lebbrosi.
Infine La Pace scrive "Parlano i dipendenti o ex di Sviluppo Italia Campania. Questi signori, anzichè attaccare la giornalista, perchè non spiegano come sono entrati in Sviluppo Italia Campania?". Sig. La Pace è stato ingenuo a porre il quesisto in questo modo, non si può far di tutta l'erba un fascio ...... In Campania, e soprattutto nelle aziende pubbliche, para-pubbliche, quasi-private, si pratica, nelle fasi selettive, solo la meritocrazia....come fa a non saperlo...



