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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Auguri piccolo grande uomo

4 giugno 2010…giorno del tuo sessantaduesimo compleanno….
Quanta acqua è passata sotto i ponti negli ultimi due anni….quante ne abbiamo passate….quanto abbiamo costruito, distrutto  (soprattutto io) e ricostruito…se mi volto indietro…rabbrividisco…un pendolo che oscillava così radicalmente e che sembrava non rallentare mai….da crepacuore….un caleidoscopio di parole…azioni….silenzi….emozioni…lacrime…che forse una vita non basta…niente mezze misure…qualche strascico ancora ma…
Voglio approfittare di questo giorno per scriverti un pò di cose….lo sai che mi riesce ancora difficile parlarti di alcuni argomenti….
Voglio iniziare a tracciare un bilancio…almeno provarci….voglio mettere un po’ di ordine nella mia testa….ora che ho ancora tempo e ne ho la possibilità…
Prendo spunto da qualcosa che avevo già scritto per te…in un periodo particolare della mia vita… Non saprò mai esternarti cosa e quanto tu rappresenti per me…tu che, fra tutti, sei riuscito a tirare fuori, anche dal più problematico degli esseri umani, qualcosa di buono, qualcosa che avesse un valore. Nei momenti più bui, ho sempre sperato che tu stessi bene…il più a lungo possibile….volevo tempo…..altro tempo…sentivo di aver dato per scontate tante cose e pensavo che il tempo che la vita ci avrebbe assegnato di vivere insieme comunque fosse stato troppo breve.
Tempo per continuare ad ascoltarti intento a suonare il flauto o la pianola e rimanere, lì immobile, incantato per minuti, rapito dal tuo assecondare la musica con movimenti leggeri….ad occhi chiusi e sussurrando i testi delle tue canzoni preferite…tempo per continuare ad ascoltare la tua suadente ed affascinante voce argomentare ed affrontare i più svariati temi….la filosofia, la storia, la politica, la vita….tempo per continuare a vederti addormentato, come un bimbo, davanti al focolare…che tenerezza…..e sentirti russare….suono che riconoscerei tra mille…inconfondifibile…tempo per continuare a  vederti sorridere….quel tuo sorriso che riusciva a rassenerare qualsiasi turbamento dell’anima….che infondeva pace interiore….la quiete dopo ogni tempesta….un sorriso…una parola….una mano per tutti…..proprio per tutti….tempo per continuare ad ascoltarti mentre impartivi le tue lezioni di francese e di latino, tempo per continuare ad accompagnarti a sbrigare le faccende quotidiane….tempo tutto per noi….per rimproverarti e sfotterti per la tua avversione alla tecnologia….volevo tempo per chiederti scusa….tempo per tutto il tempo che ho perso senza di te….
Uomo generoso, ti ricordo per quello che di vero hai dato a tutte le persone che ti hanno conosciuto: i tuoi familiari, i colleghi, gli amici e chi ti ha anche incontrato una sola volta, perché ogni vita, papà, lascia un segno e tu a me hai insegnato tanto. Mi hai insegnato l´umiltà, a guardare alla verità, al mio lavoro con sorriso ed entusiasmo senza fermarmi alle apparenze. Mi hai insegnato a combattere, i valori della giustizia, dell’onore, del rispetto per il prossimo, dell’amore per se stessi
e per la vita in genere. Uomo che ama la vita, uomo sereno, uomo buono e testardo nel credere sempre e comunque nella Giustizia, senza mai piangersi addosso.
Uomo integro, leale. Uomo che ha corso, ha corso tanto, inseguendo un grande sogno, quello di dare a noi certezze nel bisogno. Hai contribuito, in maniera determinante, a rendermi la persona che sono, mi hai reso forte e indipendente. Quando da adolescente venivo riconosciuto solo come il figlio di Fausto ò prufessor, la circostanza mi pesava, volevo, come giusto che fosse, una mia identità, volevo essere giudicato per quello che ero e non come figlio di. Sentivo la tua ombra allungarsi su di me e schiacciarmi. Sentivo e sfuggivo il confronto. Con il passare degli anni, maturando, ho realizzato e capito. Oggi, orgogliosamente, mi presento come il figlio di Fausto.     
Non so se riuscirò, caro papà, un giorno, ad essere per mio figlio quello che tu sei stato e sei per me.
Auguri Fausto, piccolo grande uomo.