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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Attacchi eversivi e golpisti al Quirinale

Il vicepresidente dei deputati del Pdl Bianconi ha affermato che il Presidente della Repubblica “sta tradendo la Costituzione e smentisce se stesso, con un atto di incoerenza gravissima, dicendo no al voto anticipato e sì alla ricerca di un governo tecnico”.
Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano: “L’articolo 1 della Cosituzione dice che la sovranita’ appartiene al popolo. Non e’ possibile una lettura differente di quella secondo cui il popolo sovrano sceglie chi governa. Ogni programma per un governo o la formazione di un governo che prevedesse che chi ha vinto le elezioni stia all’opposizione, sarebbe una violazione dell’articolo 1 della Costituzione”.
Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni: “Non c’e’ altra maggioranza possibile di quella che ha vinto le elezioni. Non ci sono giochini di palazzo che possono impedire al popolo sovrano di scegliere chi governa. Se non ci fosse piu’ la maggioranza, l’unica strada sarebbe tornare al popolo sovrano”.
Il ministro degli Esteri Frattini: “Esiste in Italia una Costituzione materiale che affida agli elettori la scelta di quale presidente e quale coalizione debba governare e il ritorno al voto nel caso in cui quella maggioranza venga meno. Quella Costituzione non contempla governi tecnici o di transizioni”.
Vi risparmio gli interventi degli altri soldatini pidiellini.
Dunque, mettiamo un po' di ordine. La Costituzione è ancora in vigore. E non esiste alcuna Costituzione materiale alternativa. I suddetti, in sostanza, dicono: il popolo italiano ha votato e ha scelto un presidente del consiglio ed un programma. La legge elettorale prevede che i partiti che si candidano alle elezioni depositano il programma elettorale nel quale dichiarano il nome da loro indicato come capo della forza politica. Da qui, deriverebbe che non si può cambiare programma e capo del governo senza che il corpo elettorale abbia votato di nuovo. Spetterebbe agli elettori confermare o modificare programma e presidente del consiglio. C'è un problema però. La legge elettorale non dice che si indica il futuro capo del governo, ma i capi dei diversi partiti che si presentano alle elezioni. Se fosse come dicono i nostri ministri, saremmo in una repubblica presidenziale introdotta dalla legge elettorale. Ma non è così. Infatti, la stessa legge aggiunge che restano ferme le prerogative spettanti al Presidente della Repubblica previste dall'art. 92 della Costituzione. L'art. In questione dice che è il Presidente della Repubblica, non il corpo elettorale con investitura diretta e plebiscitaria, a scegliere il capo del governo, tenendo conto della situazione parlamentare e della necessità che il governo ottenga la fiducia delle Camere. Anche il richiamo, fatto da Alfano, all'art. 1 è infondato e sbagliato. Infatti, lo stesso afferma che la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti stabiliti dalla Costituzione. Quello che si è voluto evitare tanti anni fa è, per l'appunto, la deriva populista in atto. L'appello al popolo in una sorta di giudizio di Dio non è propriamente l'idea di democrazia costituzionale.
Le affermazioni riportate all'inizio di questo intervento sono irresponsabili, eversive, golpiste. Dobbiamo registrare il silenzio del presidente del consiglio. Il che fa pensare che lo stesso avalli o addirittura sia il regista degli attacchi al massimo organo di garanzia del Paese. Siamo alla rottura di tutti gli equilibri istituzionali. Bossi ha minacciato di portare in piazza per protestare sotto il Quirinale, centinaia di migliaia di lombardi, piemontesi e veneti (come negli ultimi anni ha vaneggiato di centinaia di migliaia di fucili pronti ad essere imbracciati). Presidente Napolitano stia tranquillo. Saremo al suo fianco. E saremo molti di più. A difesa della Costituzione.