
Amore, privazione, solitudine, totalità
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Percepisco la vita come uno sforzo per affermare un quid che ci sfugge.
Per poter combattere si deve imparare a percepire, sentire il peso dell'assenza dell'altro. penso che nessuna esperienza sia in grado di cancellare il senso di vuoto che l'amore, facendoci fessi, ci promette di riempire. Nel momento in cui sentiamo che il vuoto sia stato cancellato, è molto probabile che ce ne vogliamo convincere. Un autoinganno. indipendentemente dal fatto che l'altra persona possa coincidere con il nostro desiderio inconscio, l'esigenza di totalità è così smisurata che nessuna altra esperienza la potrà veramente riempire. Destino della vita: imparare a sopportare la privazione, la delusione della persona che ci sta vicino (qualsiasi persona essa sia, qualasiasi cosa rappresenti per noi). Essa esprime comunque un'assenza. Potremmo dire che quando si parla di amore, insceniamo un mito. Per esempio la totalità perduta (totalità che ci riporta ai primi momenti della nostra vita, il desiderio della completezza, L'inclinazione ad essere sempre pronti a rinnovare questo senso di vuoto). Riflettiamoci su: per quanto io possa amare un' altra persona e, mettiamo caso, di essere ricambiati in egual misura, in ogni coppia esiste sempre la possibilità di perdere la persona amata. E tutte le volte che nasce una nuova relazione, questo timore si ripresenta ancora con più forza, anche se il rapporto sentimentale che siamo stati capaci di creare ci permette di avere un modo di controllare la perdita...ma questa ci riporta di nuovo al desiderio. Quest'ultimo è acceso dall'assenza di un quid che sembra vitale e verso cui si è spinti a muoversi. In amore, l'assenza insedia l'altro prepotentemente nel nostro intimo. Nel momento in cui l'altra persona non c'è, è capace di colmare la nostra vita. |



