
2 Giugno Festa della Repubblica
Ieri ho partecipato, insieme agli altri consiglieri di opposizione, alla celebrazione della Festa della Repubblica organizzata dall'Amministrazione Comunale. Con me, in bella vista, due giornali. Secondo me l'impegno politico, civile è fatto anche di questi piccoli gesti. L'Unità, fondata da Gramsci nel 1924 con tutto ciò che significa per me questa testata, ed Il Fatto Quotidiano, giornale con belle firme, che non le manda a dire, giornalismo d'inchiesta e senza finanziamenti pubblici.
Partecipare ad una Festa della Repubblica organizzata da una maggioranza di centrodestra, alla presenza del neo deputato D'anna non mi allettava più di tanto. Ma ciò che questa data rappresenta ha prevalso su ogni mia perplessità, ritrosia.
Mentre la manifestazione procedeva, pensavo al 2 giugno del 1946 quando con un referendum istituzionale, gli italiani furono chiamati a scegliere quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese dopo la caduta del fascismo. Una data storica nella quale, per la prima volta anche grazie al voto delle donne, l'Italia sceglieva la forma repubblicana dopo 85 anni di monarchia. Nello stesso giorno gli italiani eleggevano anche i componenti dell’assemblea costituente, che nei successivi 18 mesi avrebbe lavorato alla stesura della carta costituzionale. Il 2 giugno, Festa della Repubblica, dovrebbe rappresentare, al di là di ogni retorica, un patrimonio comune a tutti gli italiani.
Per me festeggiare la Repubblica significa celebrare la carta costituzionale, per cui tanto sangue è scorso, per ribadirne i principi fondamentali: separazione tra i poteri dello stato; autonomia del potere giudiziario; diritti inviolabili della persona come presupposto della convivenza civile; laicità dello Stato; tutela del pluralismo nelle formazioni sociali e politiche, nella scuola e nella cultura, nelle minoranze linguistiche e religiose; solidarietà, su cui si fonda lo stato sociale; riconoscimento e promozione delle autonomie locali, pace, per cui l’Italia “ripudia la guerra come strumento di offesa e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". Ed invece mi sono ritrovato tra persone che hanno abbracciato, senza batter ciglio, la politica di questo centrodestra italiano ed ho incrociato lo sguardo di una persona che siede tra i banchi del Parlamento, vicino di poltrona di secessionisti, razzisti, indagati e condannati per i reati più vari, affarisiti della peggiore risma, estensori delle più vergognose leggi ad personam, gente che insulta, attacca, calpesta ogni giorno la nostra Costituzione.
Speravo si trattasse solo di un brutto sogno....ma non è stato così. Il mondo all'incontrario. Viva l'Italia.



