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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Resistenza

La Resistenza non è un fatto storico a sé, è stata il prosieguo della lotta antifascista. Gli italiani che, sotto la dittatura, si sono battuti forti della loro volontà, parteciparono alla lotta armata della Resistenza. Nella direzione tracciata (con il sacrificio della loro vita) da Matteotti, da Amendola, dai fratelli Rosselli, da Gobetti e da Gramsci, nasce e si sviluppa la Resistenza.
Il fuoco divampato nell’aprile 1945 era stato per lunghi anni alimentato nelle carceri, nelle isole di deportazione, in esilio. Dobbiamo riaffermare la vitalità attuale (e perenne) degli ideali che animarono la lotta contro il fascismo prima e per la Liberazione poi. Libertà e giustizia sociale, che  costituiscono un binomio inscindibile: non può esservi vera libertà senza giustizia sociale e non si avrà mai vera giustizia sociale senza libertà. E sta alla Politica adoperarsi perché soddisfatta sia la sete di giustizia sociale. I compagni caduti in queste lunghe lotte ci hanno lasciato non solo l'esempio della loro fedeltà a questi ideali, ma anche l'insegnamento di un assoluto disinteresse. Hanno sacrificato la loro vita, la loro gioventù senza badare alla propria persona.
Questo insegnamento deve guidare le nostre azioni e l’attività dei nostri uomini politici: operare nell'interesse esclusivo di noi cittadini. Questi i valori politici, sociali e morali dell'antifascismo e della Resistenza, valori che costituiscono la “coscienza antifascista” del popolo italiano. Questa “coscienza” si è formata e temprata nella lotta contro il fascismo e nella Resistenza, è una nostra conquista, anche se talvolta sembra affievolirsi. Con questa coscienza dovranno fare i conti quanti pensassero di attentare alle libertà democratiche nel nostro paese. Non possiamo essere ricacciati indietro. Dobbiamo batterci perché si resti sempre uomini liberi, pronti a difendere la libertà e quindi la nostra dignità. Dobbiamo fare in modo di consegnare intatto il patrimonio politico e morale della Resistenza, perché le nuove generazioni lo custodiscano e non vada disperso. La Resistenza ha rappresentato un fenomeno che ha abbracciato tutta la nazione. C’è stata quella dei partigiani, quella dei militari e quella del popolo. E’, quindi, importante che il 25 aprile sia celebrato in qualunque modo e in qualsiasi luogo, ricordando tutte le componenti della Resistenza. Deve unirci la consapevolezza e lo stesso impegno per conservare i valori della Resistenza che si sono tradotti nella Carta costituzionale. La Resistenza è fondamento della nostra Costituzione e della nostra Repubblica. Resistenza e Costituzione sono indissolubili. È necessario sempre ricordare e trasmettere alle nuove generazioni quanta sofferenza è costata la conquista della libertà per il nostro Paese e come sia necessario impegnarsi sempre, anche oggi, per difenderla. Basta ricordare le politichedell’attuale maggioranza di governo che stanno sistematicamenteaggredendo col chiaro intento di trasformarela nostra democrazia parlamentare in un sistema autoritarioe personale: le norme sulprocesso breve, sull’immunità e sul legittimo impedimentoche, ponendo di fatto un cittadino al di sopra degli altri,violano il sacrosanto principio secondo cui la legge èuguale per tutti. Ciò è incompatibile con i princìpi fondamentali della Costituzione nata dalla lotta e dal generososacrificio dei combattenti per la libertà d’Italia. Dobbiamo vigilare. Dobbiamo ricordare. Dobbiamo agire. Riporto, a tal proposito, un brano di un interessantissimo discorso tenuto nel 55 a Milano da Piero Calamandrei. Dovremmo far leggere questo testo al Presidente della Provincia di Salerno, onorevole Edmondo Cirielli. Da ex missino, revisionando la storia, dal manifesto istituzionale fatto affiggere in occasione del 25 aprile prossimo per la prima volta in 65 anni di storia repubblicana, ha fatto scomparire le parole Nazismo, Fascismo, Resistenza e Partigiani. Evidentemente Cirielli, nel manifesto, ricordando solo il sacrificio di migliaia di giovani soldati degli eserciti alleati omette di ricordare che le forze alleate, con lo sbarco dell’8 settembre 1943, vennero a liberare i nostri territori dall’oppressione nazifascista. Non cita la Resistenza, nella quale, determinante fu la partecipazione e il sacrificio di centinaia di migliaia di giovani partigiani che affiancarono le truppe alleate nella “Lotta di Liberazione” dalla quale nacquero l’Italia Repubblicana e la Costituzione, approvata dall’Assemblea Costituente da tutte le forze democratiche e che porta, oltre alle firme di Alcide De Gasperi e di Enrico De Nicola, quella di un eroe partigiano, quale fu Umberto Terracini. Il tentativo del Presidente Cirielli di rimuovere il valore straordinario della lotta dei partigiani ai fini della liberazione dal nazifascismo e' gravissimo e vergognoso.