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Convinto che il mondo può essere trasformato. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Femminismo e donne d'oggi

Iniziamo per esempio dalle battaglie per la libertà sessuale e per l’aborto legale. Battaglie per uscire dall’oscurantismo, dalla repressione, dall’idea della donna oggetto manipolata dai maschi, oppressa dal potere della Chiesa che vedeva in lei soltanto un docile strumento di riproduzione. Le donne, si parla di appena 35 anni fa, avevano la sensazione di un orizzonte nuovo, aperto, felice.
E le donne d’oggi? Figlie e nipoti di quelle battaglie? Donne vissute in un mondo certamente più permissivo, donne cui non mancano opportunità di informazione. Non credo non sappiano come nascono i figli. Profilattici dappertutto. Visite ginecologiche alla portata di tutti e sempre più in giovane età. Ed invece sempre più rapporti non protetti. Mi spingono a pensare che ritengono l’aborto non sia che un mezzo anticoncezionale come un altro. Sei stata sfortunata? Poco importa… te ne puoi sbarazzare senza troppi problemi. Cos’è la vita? Ed il rispetto per il loro corpo? Si può anche dire di no, essere felici non significa accettare o procurarsi tutti i rapporti sessuali possibili. Oggi, invece, la promiscuità è molto diffusa. Ci si incontra, ci si piace, si passa la notte insieme, tra qualche giorno o settimana ci piacerà qualcun altro e così via. Corpi interscambiabili come i piaceri. Molte donne d’oggi mi danno l’impressione di collezionare, come facevano da bambine con le bambole, corpi, avventure, volti, nomi diversi. Non si può generalizzare ma…
Più libere e felici le donne d’oggi rispetto a quelle di 35 anni fa (schiave, deve cambiare, dato che è così)? Non mi pare. Le battaglie di cui sopra sembrano aver reso le donne oggetti soltanto sotto ottiche diverse. Basta osservare i messaggi della pubblicità, la diffusione della chirurgia estetica (con il risultato di donne sempre più uguali nelle loro perfezioni e nelle loro misure, sempre in corsa per la soddisfazione o la ricerca del consenso dei desideri degli uomini…quei volti così lisci, così perfetti cancellano il tempo…l’idea che l’uomo si esprime nel tempo…ed è così bello essere consapevoli di ciò…io sono unico perché ho il mio volto, il mio sguardo…sono la somma dei miei avi ed allo stesso tempo qualcosa di irripetibile, nuovo). Svendita ed esibizione del proprio corpo come facile e quasi unica strada per la propria realizzazione. Nel vuoto delle loro esistenze e nel’anoressia dei loro affetti familiari, queste ragazze sono in balia delle mode, dei media che hanno un solo obiettivo e cioè quello di appiattire, omologare.
Non riesco a comprendere come le donne d’oggi non s’incazzino per come va il mondo, per come funziona ed è organizzata la società. Libertà significa opportunità (pari opportunità) e diritti. Dopo le prime conquiste, come il diritto all’aborto, cosa è successo? Far battaglie per il lavoro (donne e lavoro atipico, conciliazione dei tempi di vita e lavoro, lavoro) , per gli asili nido, per retribuzioni migliori, ecc.? No, discussioni sterili ed autoreferenziali sulla “differenza”. Parlarsi addosso, restando quasi sole, anche tra le donne stesse. Arrovellarsi in discussioni su corpi, embrioni, ovuli fino ad arrivare ad un estremismo opposto (prima predicavano e praticavano aborti, adesso vorrebbero, quasi, impedire ai corpi delle altre donne di concepire con la fecondazione assistita se non sposate, o di abortire).
Il femminismo italiano parolaio e brevissimo, è riuscito, secondo me, a danneggiare le donne-lavoratrici-madri,-omosessuali. Anche grazie a ciò non si è riuscito a far nascere un concetto molto pi ampio: il rispetto per l'altro/a. Rispetto che in altre parti del mondo ha permesso alle donne vita più facile e fatiche domestiche condivise. Dal mondo prendiamo solo ciò che più ci fa comodo o piacere. In Italia, invece, facciamo i conti con i più diversi razzismi, con misoginia e fiero maschilismo, strafottenza collettiva verso comportamenti privati di persone che rivestono ruoli pubblici che altrove farebbero accadere grandi casini (vedi Clinton, per esempio). La mancanza di un political correctness femminista ha legittimato un “sessismo” ordinario capillare, negli uffici, nelle famiglie, nelle relazioni. Tanto tollerato e incoraggiato, dai più, da far accettare che la liberazione sessuale venisse trattata come un grande affare.
Affare molto redditizio, grazie all’assenza di movimenti di opinione femminili, e non solo, che criticassero i seni ed i culi, la cooptazione in base all'età e all'aspetto, le quotidiane discriminazioni. La velina è diventata un modello, un’ispirazione. Forse anche per questo non abbiamo modelli, magari non attraenti, femminili validi, che non siano showgirls. Le giovani donne sono meno libere di 20 anni o 30 anni fa.  Non sono libere di sognare e sperare, soprattutto, ed in particolare le non-aspiranti veline. Per responsabilità di una società ferma, che guarda indietro, che non conosce e non accetta nuove figure femminili. Penso che le giovani donne d’oggi siano sole. Le donne precarie, le madri stanche, le donne che devono abortire e non trovano un ginecologo non obiettore, le straniere abbandonate a se stesse, sono solissime.
Eppure di spunti di lotta e di riflessione ce ne sono. Come per esempio, l’attaccamento degli uomini al potere, inteso come costitutivo della loro identità. Senza quel potere che vogliono tutto e tutto per sè molti uomini non sanno come essere uomini, non sono capaci di vivere. La propaganda vittimistica e rabbiosa fa il gioco dell’uomo che in questo modo può negare il vero problema e tenere duro ancora per un po’. Vi indebolisce. Fa molta presa sulle più giovani, le induce ad accontentarsi di quel poco, le tiene lontane dagli orizzonti grandi: tanto, visto che sei donna, non ci arriverai mai. Accontentati dell’oretta concessa dal capo se il bambino sta male, non puntare a cambiare l’organizzazione del lavoro. Abortisci, da sola, con un paio di pillole, questa sì che è libertà, non quella di pretendere che si faccia festa per il tuo bambino. Lotta per il minimo paritario, alimentando il business milionario delle pari opportunità e delle sue professioniste, e non per stare nel mondo con pienezza da donna. Recrimina e mostrati bisognosa, così non li spaventerai. Non andare baldanzosa per la tua strada, non crearti una vita come vuoi tu, devi dipendere da qualcosa o da qualcuno, non approfittare di quelle vertiginose libertà che la volontà e la lotta di altre donne - senza parità, senza rappresentanti in Parlamento- ti hanno fatto guadagnare tre decenni fa.
Piagnucola.